Il calore di phon, piastra e ferro fa due danni: fa evaporare l'acqua all'interno del capello e, passata dopo passata, solleva e rovina le cuticole, lo strato esterno che rende i capelli lisci e lucenti. Un termoprotettore non rende il capello invulnerabile, ma rallenta il passaggio del calore e rende lo styling più scorrevole, quindi con meno passate. Ecco cosa guardare per sceglierne uno.
Spray, siero, crema o latte
La forma del prodotto decide quanto è leggero, quanto nutre e come si applica. Non esiste quella migliore in assoluto: esiste quella giusta per i tuoi capelli.
| Formato | Pro | Contro | Per chi |
|---|---|---|---|
| Spray | Leggero, si distribuisce in modo uniforme, si riapplica per sezioni | Nutre poco | Quasi tutti, soprattutto capelli fini e normali |
| Spray bifasico | Molto leggero, finish lucido | Va agitato ogni volta | Chi usa piastra o ferro su capelli asciutti |
| Latte | Via di mezzo: nutre più dello spray, pesa meno della crema | Meno preciso da dosare | Capelli secchi o crespi di spessore medio |
| Crema leave-in | Nutre, ripara, controlla il crespo | Può appesantire, poco adatta ai ritocchi | Capelli spessi, danneggiati, decolorati |
| Siero | Poche gocce, effetto lisciante e lucidante | Su capelli fini va dosato con grande attenzione | Capelli crespi o spenti |
La temperatura dichiarata: il dato da cercare
I termoprotettori seri dichiarano fino a che temperatura proteggono: di solito 220 °C o 230 °C. Il secondo valore coincide con la temperatura massima di quasi tutte le piastre, quindi ti copre in ogni caso; il primo basta se, come la maggior parte delle persone, usi la piastra tra 170 e 200 °C.
Poi ci sono i prodotti multibeneficio, leave-in, sieri e latti che tra i loro benefici elencano "protezione dal calore" senza indicare un numero. Li includiamo nelle nostre recensioni perché il produttore dichiara la protezione termica, ma vanno letti per quello che sono: prodotti di cura con un po' di protezione. Sono perfetti se usi soprattutto il phon; se usi spesso la piastra in alto, abbinali a uno spray che dichiari la temperatura.
Per esempio, il Revlon UniqOne e il Matrix Miracle Creator sono leave-in multibeneficio senza temperatura dichiarata, mentre il Redken ABC Leave-In è un multibeneficio che arriva a 230 °C dichiarati.
Il tuo tipo di capello
Capelli fini o sottili
Il rischio è appesantirli: cerca uno spray con formula dichiarata leggera, e applicalo soprattutto su lunghezze e punte. Il Biopoint Styling è indicato proprio per capelli fini; il ghd bodyguard ha una formula leggera per tutti i capelli.
Capelli normali
Uno spray va benissimo. Scegli in base al modo d'uso che ti serve (umidi, asciutti o entrambi) e al formato.
Capelli spessi, secchi o crespi
Qui una texture più ricca aiuta: un latte o una crema nutrono e disciplinano mentre proteggono. Se sono anche secchi, guarda prodotti che dichiarano un'azione nutriente, come la Kérastase Lotion Thermique o l'OGX Argan Oil.
Capelli danneggiati o decolorati
Sono quelli che hanno più bisogno di protezione e di cura insieme. Una crema leave-in con temperatura dichiarata è la scelta più sensata, e la temperatura della piastra va tenuta bassa comunque.
8,6/10
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Come si applica
Il modo d'uso cambia da prodotto a prodotto, ed è il dettaglio che si salta più spesso. Prima di tutto, leggi se va messo su capelli umidi (prima del phon), su capelli asciutti (prima della piastra) o in entrambi i casi. Poi segui questi passaggi.
- Parti da capelli tamponati. Dopo il lavaggio, strizza i capelli con un asciugamano senza strofinare. Molti prodotti, come il Matrix Miracle Creator o il Vitalcare PRO Liscio, vanno proprio su capelli lavati e tamponati.
- Dividi in sezioni. Due o quattro sezioni bastano per l'asciugatura; per la piastra lavora per ciocche. Così il prodotto arriva ovunque, anche sotto.
- Spruzza a 20-30 cm di distanza. Troppo vicino il getto si concentra in un punto e bagna una ciocca sola; a 20-30 cm la nebulizzazione è uniforme. È la distanza che indica, per esempio, diego dalla palma per il suo Amicofrizz.
- Dosa poco. Spray: una o due spruzzate per sezione. Crema: una noce per capelli medi. Siero: poche gocce scaldate tra i palmi. Latte: una o due perle, come indica Vitalcare.
- Pettina. Un pettine a denti larghi distribuisce il prodotto dalla metà delle lunghezze alle punte, che sono la parte più vecchia e fragile del capello.
- Riapplica prima della piastra, se il prodotto lo prevede. Se dopo il phon passi la piastra, una seconda spruzzata leggera sulle ciocche asciutte rinnova la protezione. Alcuni spray sono pensati proprio per questo momento, come il Wella EIMI Thermal Image, da usare ciocca per ciocca su capelli asciutti.
- Aspetta che sia asciutto. Prima di passare la piastra, il prodotto deve essersi asciugato: un capello ancora umido, schiacciato tra due piastre calde, sfrigola e si danneggia.
Nessun termoprotettore rende innocui 230 °C su capelli fini o decolorati. La regola resta la stessa: la temperatura più bassa che ti dà il risultato in una sola passata lenta. Il termoprotettore fa il resto.
E i siliconi?
Molti termoprotettori, soprattutto quelli che promettono capelli lisci e lucenti, contengono siliconi, e sui siliconi si leggono opinioni molto nette. Vale la pena capire cosa fanno.
I siliconi sono polimeri che formano un velo sottile e scorrevole sulla superficie del capello. In un termoprotettore questo velo ha tre effetti utili: rallenta il passaggio del calore, riduce l'attrito (la piastra e la spazzola scorrono meglio, con meno passate) e aiuta a trattenere l'acqua all'interno del capello, oltre a dare lucentezza e a domare il crespo. Non sono, quindi, un riempitivo: in molte formule sono proprio la parte che protegge.
Il limite è che alcuni siliconi, se usati ogni giorno e con shampoo molto delicati, possono accumularsi e far sembrare i capelli pesanti o spenti, soprattutto se sono fini. Non è un danno: basta uno shampoo più detergente ogni tanto per rimuovere i residui. Se preferisci evitarli, cerca prodotti che lo dichiarino in etichetta e accetta che il finish sarà di solito meno scorrevole. Nelle nostre schede la voce "Senza" compare solo quando il produttore dichiara cosa manca nella formula.
Le altre cose da guardare
- Il formato. Si va da 50 a 300 ml. Su capelli lunghi e con l'uso quotidiano, un flacone piccolo finisce in fretta: confronta il prezzo anche in base ai ml.
- I benefici extra. Filtri UV, effetto anti umidità, fissaggio: utili se ti servono, ma non devono far passare in secondo piano la protezione dal calore.
- I claim con l'asterisco. "82% di rotture in meno" o "10 giorni di liscio" sono test del produttore, spesso fatti con l'intera linea di prodotti. Sono indicativi, non garanzie.
Domande frequenti
Il termoprotettore si mette anche alle radici?
Di solito non serve: la radice è la parte più nuova del capello e la piastra non la tocca. Concentra il prodotto su lunghezze e punte. Fanno eccezione gli spray molto leggeri che il produttore indica dalle radici alle punte, come il Biopoint Styling.
Posso usare un olio come termoprotettore?
Un olio da solo non è un termoprotettore: sotto la piastra può scaldarsi molto. Alcuni termoprotettori contengono oli, come l'olio di argan, insieme ad altri ingredienti protettivi, ma è la formula intera a proteggere. Per gli oli e i sieri di cura c'è la sezione oli e sieri per capelli.
Quanto prodotto devo usare?
Meno di quanto pensi. Troppo prodotto appesantisce i capelli e, con la piastra, lascia residui sulle superfici. Parti dalla dose indicata dal produttore e aumenta solo se i capelli sono molto lunghi o spessi.
Un termoprotettore ripara i capelli già rovinati?
No. Alcune formule dichiarano un'azione riparatrice o fortificante, ma le punte spezzate si eliminano solo tagliandole. Il termoprotettore serve a non peggiorare la situazione.
Se vuoi vedere i prodotti in ordine, la classifica dei migliori termoprotettori li mette in fila con il tipo di capello per cui sono adatti; per i dati tecnici fianco a fianco c'è la tabella di confronto.