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Come scegliere uno shampoo: cute, tensioattivi, solfati e pH

Lo shampoo lava soprattutto la cute, e la scelta giusta parte da lì. Ecco come leggere tensioattivi, solfati e pH, quante volte lavare i capelli e quando servono antigiallo e purificanti.

Redazione prodotti-capelli.com · 8 min di lettura · aggiornata il 23 ottobre 2026

Due mani massaggiano la schiuma dello shampoo sui capelli scuri bagnati, in un bagno bianco con rubinetti dorati

Lo shampoo è il prodotto per capelli che usiamo più spesso e su cui ragioniamo meno: si sceglie per il profumo, per la promessa sull'etichetta o per abitudine. Eppure è quello che più di tutti decide come si comporta la cute, e di riflesso come stanno i capelli. La buona notizia è che bastano poche nozioni per scegliere bene.

Prima la cute, poi le lunghezze

Il compito dello shampoo è togliere sebo, sudore, smog e residui di prodotti dal cuoio capelluto. Le lunghezze si lavano quasi da sole con la schiuma che scende durante il risciacquo. Per questo la prima domanda non è "come sono i miei capelli" ma "com'è la mia cute":

  • Grassa: le radici si appesantiscono in uno o due giorni. Serve uno shampoo purificante o riequilibrante, come il Kérastase Bain Divalent o l'Aveda Rosemary Mint.
  • Con forfora: servono formule specifiche contro la desquamazione, come il Davines Purifying.
  • Secca o sensibile: meglio una detersione delicata, senza solfati aggressivi, e lavaggi meno frequenti.
  • Normale: puoi scegliere in base alle lunghezze (colore, danni, volume, ricci).

Spesso cute e lunghezze chiedono cose opposte: radici grasse e punte secche è la combinazione più comune. In quel caso lo shampoo si sceglie per la cute, e alle lunghezze ci pensano balsamo e maschera.

Tensioattivi: cosa fa la schiuma

I tensioattivi sono le sostanze che lavano: una parte della molecola si lega all'acqua, l'altra al grasso, e così il sebo si stacca e va via con il risciacquo. Negli shampoo se ne trovano di diverse famiglie:

  • Anionici, come il sodium laureth sulfate e il sodium lauryl sulfate (i "solfati"): lavano a fondo e fanno molta schiuma.
  • Anfoteri, come la cocamidopropyl betaine: più delicati, spesso usati insieme agli anionici per addolcirli.
  • Non ionici, come i glucosidi (coco glucoside, decyl glucoside): molto delicati, fanno meno schiuma.
  • A base di aminoacidi, come i glutammati e le sarcosine: delicati, frequenti negli shampoo senza solfati. Il Living Proof Full dichiara proprio un "Amino Cleansing Complex".

Più schiuma non vuol dire più pulito: è un effetto sensoriale. Uno shampoo che fa poca schiuma può lavare benissimo, soprattutto alla seconda applicazione.

Solfati sì o no

I solfati non sono "tossici", come a volte si legge: sono tensioattivi efficaci e ben studiati. Il punto è che possono essere troppo energici per alcuni capelli. Gli shampoo senza solfati sono da preferire se:

  • hai capelli colorati e vuoi rallentare lo sbiadimento;
  • hai fatto una lisciatura alla cheratina: l'Alfaparf Lisse Design nasce proprio per il mantenimento post trattamento ed è senza solfati;
  • hai cute secca o sensibile, o capelli ricci molto secchi.

Se invece hai la cute grassa, usi molti prodotti di styling o lavori in ambienti polverosi, una detersione più decisa è utile, almeno ogni tanto.

Il pH conta

La cute e il capello hanno un pH leggermente acido. Uno shampoo con un pH vicino a quello naturale aiuta la cuticola, lo strato esterno del capello, a restare chiusa e liscia: capelli più lucidi, meno crespo, colore che dura di più. Molti shampoo professionali lo dichiarano esplicitamente: il K18 Damage Shield si presenta come "pH-balanced", il Redken Acidic Bonding Concentrate lo mette già nel nome. Se il produttore non dichiara il pH, non è un difetto in sé: semplicemente non lo sai.

EsigenzaCosa cercareEsempio
Cute grassaShampoo purificante o riequilibranteKérastase Bain Divalent
ForforaFormula antiforfora specificaDavines Purifying
Capelli coloratiDelicato, filtri UV, pH controllatoL'Oréal Vitamino Color
Biondi e decoloratiAntigiallo con pigmento, 1-2 volte a settimanamilk_shake Icy Blond
DanneggiatiProteine, cheratina, formule bond o acideRedken ABC
Fini, senza volumeLeggero, senza siliconi pesantiLiving Proof Full
Uso quotidianoDelicato, per lavaggi frequentiDavines OI

Quante volte lavare i capelli

Non esiste una frequenza giusta per tutti: si lavano quando la cute lo chiede. Chi ha la cute grassa, fa sport o vive in città può lavarli anche ogni giorno, purché con uno shampoo delicato pensato per i lavaggi frequenti. Chi ha la cute secca e capelli ricci o crespi può arrivare a due o tre lavaggi a settimana. L'idea che "più li lavi, più si sporcano" ha un fondo di verità solo con shampoo troppo aggressivi, che seccano la cute e la spingono a reagire.

Una regola pratica: se lavi spesso, scegli uno shampoo delicato e usane poco; se lavi di rado, puoi fare due applicazioni, come suggerisce Kérastase per il Genesis e il Bain Divalent.

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Shampoo viola e antigiallo

I capelli biondi, decolorati o con meches tendono a virare verso toni gialli o aranciati, per l'ossidazione, l'acqua e il sole. Gli shampoo antigiallo contengono pigmenti di colore complementare che neutralizzano quei riflessi: il viola corregge il giallo, il blu l'arancio. Il milk_shake Icy Blond usa invece un pigmento nero, che secondo il produttore dona toni cenere ai biondi molto chiari e platino.

Tre consigli: usali solo 1-2 volte a settimana (più spesso possono spegnere o scurire il biondo), regola il tempo di posa sul risultato che vuoi, e negli altri lavaggi usa uno shampoo delicato per capelli trattati.

Shampoo purificanti e chiarificanti

Con il tempo sulla cute e sulle lunghezze si accumulano residui: siliconi, oli, lacca, calcare dell'acqua dura. Gli shampoo purificanti (o chiarificanti) servono a fare pulizia a fondo, e si usano di solito una volta ogni tanto, alternati allo shampoo abituale. L'Aveda Rosemary Mint dichiara micelle e aceto bianco proprio per rimuovere i residui; il Wella Fusion e il K18 dichiarano un'azione contro i metalli e l'acqua dura.

Attenzione con i capelli colorati: una pulizia troppo energica e frequente porta via anche un po' di colore.

Professionali o da supermercato?

Su questo sito recensiamo solo shampoo professionali e di fascia alta, ma non perché quelli da supermercato non funzionino: molti sono formulati bene e costano meno. La differenza sta altrove:

  • gli shampoo professionali sono spesso più mirati, pensati per un problema preciso (cute grassa, colore, lisciatura, decolorazione);
  • fanno parte di linee coordinate con balsamo e maschera, che i produttori consigliano di usare insieme;
  • le schede dichiarano più spesso il modo d'uso nel dettaglio: quante applicazioni, tempo di posa, frequenza.

Il prezzo per flacone è più alto, ma molti shampoo da salone sono concentrati e se ne usa poco: due noci, dice per esempio L'Oréal Professionnel per il Vitamino Color.

Come si lava bene, passo per passo

  1. Bagna bene i capelli. Acqua tiepida, non bollente: l'acqua troppo calda stimola il sebo e secca le lunghezze.
  2. Diluisci lo shampoo nelle mani. Una piccola quantità, emulsionata con un po' d'acqua, si distribuisce meglio.
  3. Massaggia la cute con i polpastrelli. Mai con le unghie. Le lunghezze non vanno strofinate: basta la schiuma che scende.
  4. Risciacqua e valuta una seconda applicazione. Utile se hai la cute grassa o usi molti prodotti.
  5. Risciacqua a lungo. I residui di shampoo appesantiscono e irritano la cute.
  6. Completa con balsamo o maschera sulle lunghezze, non sulla cute.

Le nostre preferenze, divise per esigenza, sono nella classifica dei migliori shampoo; per confrontare formati e formule c'è la tabella di confronto.

Domande frequenti

Bisogna cambiare shampoo ogni tanto?

Non serve "perché i capelli si abituano": non succede. Ha senso cambiare se cambia qualcosa (stagione, colore, una lisciatura, una cute che diventa più grassa o più secca) o alternare uno shampoo delicato con uno specifico, come un antigiallo o un purificante.

Lo shampoo può fermare la caduta dei capelli?

Uno shampoo può aiutare a detergere la cute e rendere il capello meno fragile, e alcuni dichiarano di ridurre la caduta temporanea, come il Kérastase Genesis. La caduta persistente, improvvisa o a chiazze ha cause che uno shampoo non risolve: serve un dermatologo.

Lo shampoo antiforfora si usa sempre?

Di solito si usa con costanza finché la forfora è presente, poi si può alternare a uno shampoo delicato. Se dopo qualche settimana non cambia nulla, o la cute è arrossata e prude molto, meglio sentire un dermatologo.

Serve il balsamo dopo uno shampoo professionale?

Quasi sempre sì, soprattutto su capelli lunghi, colorati o danneggiati: lo shampoo lava, il balsamo chiude la cuticola e districa (come sceglierlo è spiegato nella guida ai balsami). Molti produttori lo indicano: Redken suggerisce il balsamo ABC, milk_shake il conditioner Icy Blond, Wella la linea Fusion completa. Una volta a settimana il balsamo si può sostituire con una maschera.

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